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Emilio Prini
(Stresa 1943 – Roma 2016)
Protagonista
dell’Arte Povera dal suo inizio, Emilio Prini è uno degli artisti più
enigmatici, non solo in Italia. Le presenze “raro-rapide” dell’artista hanno
esasperato questo aspetto della sua immagine, ma sono la conseguenza
necessaria del suo “angolo” nei confronti di se stesso e della storia. When attitudes become form è il famoso titolo
di una delle mostre-manifesto (tenutasi a Berna nel 1969) a cui ha
partecipato.
Prini svuota il rapporto dell’artista-persona con l’oggetto-opera,
schiacciato quanto possibile sullo standard, sul “carattere empirico e non
speculativo della ricerca”, sul “lato di vita chiave biologica”. La sua opera
traspone i dati materiali-quantitativi della realtà in altro, in un gioco di
“standard” che intrappola il pensiero “tra i denti” identico e pur diverso,
anzi “alieno”.
Dopo aver partecipato a tutte le più importanti mostre internazionali degli
anni tra il 1967 e il 1971, Prini ha diradato al minimo la partecipazione a
mostre: una personale intitolata Fermi in dogana all’Ancienne
Douane di Strasburgo nel 1995, Documenta X a Kassel
nel 1997, Arte Povera alla Tate Gallery di Londra nel 2001 e il suo “tour”
americano.
Scarsissima
la sua produzione artistica.
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CP184 PRINI 2011
La Tombe Des Hommes-Scorpiones
Libro d’artista
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