Parmiggiani
Collezione
Peruzzi
|
|
Claudio Parmiggiani (Luzzara 1945) Si forma
presso l’Istituto d’arte di Modena e instaura in quegli anni un rapporto di
amicizia con Giorgio Morandi,
maestro che lo influenzerà più in senso etico che stilistico. La prima vera mostra
di Parmiggiani è del 65, alla libreria Feltrinelli di Bologna, dove espone
calchi in gesso dipinti, da lui definite pitture scolpite. Verso il 67-68
incontra Emilio Villa
con il quale stabilisce un profondo sodalizio. Nascono "Tavole
temporali" (68) "Atlante" (Scheiwiller 70), con testi di
Balestrini e Villa, che si inseriscono tra i lavori di misurazione eseguiti
tra il 67 e il 70: carte geografiche e mappamondi schiacciati o ridotti in
barattoli di vetro. Negli stessi anni opere che coinvolgono totalmente lo
spazio, come Luce, luce, luce (68), in cui il pavimento di una
galleria è cosparso di pigmento giallo puro che irradia una luce abbacinante;
oppure Labirinto di vetri rotti (70), simile ad una città di vetro
devastata da una violenta esplosione. Del 70 sono le "Delocazioni",
opere realizzate col fuoco, la polvere e il fumo e costituiscono una
riflessione sul tema dell’assenza che tanto seguito troverà nel lavoro
dell’artista. Nel 75 l’artista inizia a progettare un’opera impossibile da
vedere nella sua totalità: ‘Una scultura’, le cui quattro parti sono
disseminate in altrettanti punti cardinali (Italia, Egitto, Francia e
Cecoslovacchia). Il lavoro giunge a termine nel 91. Presente più volte alla Biennale di Venezia con sale
personali. L'opera multipla
è estremamente interessante e rappresentativa. |
|
CP84 PARMIGGIANI 1994 Una scultura gesso e carta appallottolata |