Gianni
Colombo nasce a Milano il primo gennaio 1937 da famiglia di imprenditori. Ha
due fratelli uno dei quali, Cesare, conosciuto con il nome d’arte di Joe, si afferma come progettista e designer. Studia
all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove frequenta i corsi di pittura
tenuti da Achille Funi e Pompeo Borra. Tra il 1956 e il 1959 espone
regolarmente lavori in ceramica al Concorso Nazionale di Faenza e alla Mostra
Nazionale di Gubbio.
Frequenta la scena creativa milanese degli anni Cinquanta caratterizzata da
un vivace confronto europeo e dalla sperimentazione di nuove pratiche della
cultura visuale.
Nel 1959 fonda il Gruppo T con Giovanni Anceschi, Davide Boriani e Gabriele
De Vecchi (ai quali si aggiungerà anche Grazia Varisco). Il gruppo propone
un’arte cinetica, programmata ed ottica in cui determinante è l’intervento
dello spettatore. L’obiettivo è di abolire ogni frontiera statica tra
pittura, scultura e architettura, mediante la realizzazione di spazi
interattivi.
Dal 1960 il Gruppo T organizza una serie di manifestazioni collettive e
personali dal titolo Miriorama (mille immagini). In
Miriorama 4 L’artista propone le sue prime opere
cinetiche: le Superfici in variazione, i Rilievi intermutabili
e le superfici con movimenti ritmici ad animazione elettromeccanica
(Strutturazione pulsante). Tra il 1962 e il 1965 i componenti del Gruppo T
partecipano a titolo individuale ad Arte programmata, Arte cinetica, Opere
moltiplicate, Opera aperta e alla fondazione del movimento internazionale
Nouvelle Tendance.
Nel 1968
Colombo vince il Primo Premio alla XXXIV Biennale di Venezia con quella che
diventerà negli anni la sua opera più famosa, lo Spazio Elastico, del 1967.
Il 1976 si rivela un anno ricco di riscontri con la partecipazione alla
collettiva Europa - America - L'astrazione determinata (Bologna, Galleria
Comunale d'Arte Moderna), alle Biennali di Venezia e Sydney.
Un’importante conferma del suo lavoro di artista e progettista di ambienti è
la nomina a docente di Strutturazione dello spazio alla Nuova Accademia di
Belle Arti di Milano, di cui dal 1985 sarà anche direttore.