Zorio                      Collezione Peruzzi grafica e multipli di arte italiana contemporanea

 

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Gilberto Zorio (Adorno Micca 1944)

Nel 1963 entra all’Accademia di Belle Arte iscrivendosi a pittura, per poi passare a scultura. La sua prima personale risale al 67: nella galleria di Gian Enzo Sperone a Torino presenta una serie di opere strutturate come semplici registrazioni di gesti elementari (come il cilindro di eternit che viene sollevato in equilibrio precario da camere d’aria) e di processi fisici “in progress” (come l’evaporazione dell’acqua marina sulla tenda). Ed è proprio il concetto di energia la costante che attraversa l’intera opera di Zorio da allora fino ad oggi, dagli attrezzi “per purificare le parole”, alle stelle, alle canoe, alle “macchine irradianti”, tutte immagini in movimento. La stella, figura atavica e cosmica ricorrente nel lavoro di Zorio, appare nel 1972 per la prima volta in un’opera in cui una pelle animale diventa autoritratto dello stesso artista (la stella è al posto degli occhi). Filo incandescente (1970), giavellotto (1971), raggio laser(1975) sono i vettori d’energia che costruiscono di volta in volta la forma stellare. Vasi, bacinelle e crogioli, come alambicchi di vetro e di piombo costituiscono alchemici processi di trasformazione. Dal 67 partecipa alle principali mostre dell’Arte Povera, innumerevoli sono le mostre in Italia e all'estero.

La sua opera moltiplicata è rilevante, spaziando dalla grafica alle pelli e richiamando le sue immagini peculiari quali la stella e gli alambicchi.

 
   

 

CP91  ZORIO  1987

senza titolo

3 seri-litografie

     

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