Afro                       Collezione Peruzzi grafica e multipli di arte italiana contemporanea

 

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Afro Basaldella (Udine 1912 - Zurigo 1976)

Schierato contro la retorica del Novecento, espone nel 32 a Milano con Birolli e Morlotti alla Galleria del Milione; a Roma con Scipione e Mafai alla Galleria della Cometa. La rimozione nel 36 della decorazione del Collegio opera nazionale balilla testimoniano come la sua pittura non fosse gradita al regime. Partecipa alla Resistenza. Inizia l'abbandono della figurazione e guarda al cubismo: in alcune opere del 48 si leggono citazioni da Guernica di Picasso. Si reca negli Stati Uniti dove la sua pittura rimane profondamente influenzata dall'espressionismo astratto, soprattutto di Gorky, pur rimanendo pensata e controllata. Lionello Venturi lo porta alla Biennale del 52 con il Gruppo degli Otto e alla Biennale successiva vince il premio quale miglior italiano. Nel 58 il murale all'Unesco a Parigi. Dal 69 il colore inizia ad assumere forme più geometriche.

Afro si accosta alla litografia e all'incisione nel momento della massima maturità, alla fine degli anni 50, scoprendo le potenzialità nei nuovi "mezzi" e raggiungendo una grande qualità specifica che rende la sua grafica non un semplice episodio secondario nel suo percorso artistico. La serie delle acqueforti acquetinte eseguite dal 70 al 74 per la 2RC rappresentano uno dei vertici nella storia della grafica italiana e rendono in maniera autonoma rispetto alla sua pittura l'ultimo felicissimo periodo di Afro.

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